Azioni, obbligazioni, titoli di stato… Se come me hai un po’ di confusione in testa, potrebbe esserti utile  fare un confronto diretto tra questi strumenti finanziari, valutare i rendimenti e capirne le caratteristiche di fondo. Così puoi farti un’idea più chiara dello strumento che risponde meglio alle tue esigenze.
Per farlo ho pensato di aiutarmi con un grafico che metta in comparazione gli andamenti di titoli azionari, titoli di stato, obbligazioni e gestioni separate in un determinato periodo di tempo, in questo caso il quinquennio 2014-2018. Eccolo qui:

 

I dati raccolti per costruire il grafico provengono da: Borsaitaliana.it (per FTSE MIB), animaSGR.it (per obbligazioni della SGR Anima), rendimentobtp.it (per BTP), unipolsai.it (per gestioni separate executive di UnipolSai)

 

Partiamo dall’osservare l’andamento del FTSE MIB, il principale indice italiano dei mercati azionari. Il grafico mostra una linea che non ha una tendenza fissa, ma varia molto tra valori di guadagno e perdita. Questa immagine fotografa perfettamente la caratteristica volatilità dei mercati azionari, che variano di minuto in minuto alternando a picchi di ingenti guadagni, ribassi repentini.
Questo aspetto è dovuto al fatto che si tratta di un mercato che per sua natura risente di tantissime influenze esterne, non solo dei dati finanziari di tutto il mondo, ma anche di eventi di cronaca, decisione politiche, instabilità di ogni tipo.
Proprio per questo motivo quello azionario è il mercato che può dare i rendimenti più alti, ma anche esporre ai maggiori rischi. Un risparmiatore che sceglie di investire in azioni può arrivare a perdere l’intero capitale investito, perché questo non può essere garantito o protetto da rischi in nessun modo.

Prendendo in esame i valori del BTP (titoli di stato italiani) si nota come, a causa della diversa natura di investimento, ci sia una maggior stabilità dei rendimenti. Guardando il grafico si osserva anche una leggera, ma costante flessione a partire dal 2014.
Il livello di rischio in questo caso è più limitato. Parlando di titoli di Stato, infatti, soltanto il fallimento di uno stato può mettere totalmente in pericolo l’investimento iniziale.
Tuttavia, neanche in questo caso possiamo parlare di investimento garantito e i rendimenti finiscono col risentire dell’instabilità politica ed economica degli stati che emettono i titoli.

Guardiamo ora il dato delle obbligazioni. Per poterle mettere a confronto con gli altri strumenti, nel nostro grafico abbiamo preso in considerazione soltanto il fondo obbligazionario di una delle più importanti SGR che operano nella zona europea. L’andamento mostra una sostanziale somiglianza con quello dei titoli di Stato, anche se a partire dal 2017 si registra un calo più netto.
Rispetto ai Titoli di Stato, le obbligazioni risentono di una maggior incertezza, perché legate a doppio nodo alla stabilità economica dell’azienda che le emettono.
Alcuni fatti di cronaca, anche recente (ad esempio la vicenda della Banca Chianti), ci hanno mostrato come anche i risparmiatori che investono con uno strumento più prudente come quello delle obbligazioni, possono trovarsi in alcuni casi a perdere per intero i loro risparmi investiti.
Anche negli strumenti che sembrano più sicuri, dunque, resta una sostanziale mancanza di garanzie sull’investimento iniziale.

L’unico strumento che, invece, non prevede alcun rischio sul capitale investito è quello delle gestioni separate assicurative.
Come si nota dal grafico, che per necessità di calcolo prende in considerazione soltanto la gestione executive di UnipolSai, si tratta dell’andamento più stabile tra quelli esaminati. Questa caratteristica si deve proprio al fatto che si tratta dell’unico strumento di investimento che garantisce il capitale di partenza, perché lo mantiene separato dal capitale dell’ente che lo investe. In sostanza dunque, nemmeno il fallimento dell’ente assicurativo stesso, può metterlo a rischio.

Altro aspetto da sottolineare è che gli interessi accumulati ogni anno, una volta chiuso il bilancio annuale della gestione separata, non vengono mai più messi in discussione o intaccati negli anni successivi, qualsiasi sia l’andamento della gestione.

Questa caratteristica rende questo strumento finanziario il più certo di quelli che abbiamo preso in esame, identificandolo come ideale per chi è alla ricerca di un investimento sicuro.

 

E tu che investitore sei?

Investire è un atto che porta sempre con sé delle incertezze. Guadagni o perdite, rischi e possibilità sono difficili da prevedere. Come abbiamo visto alcuni strumenti promettono una maggior sicurezza, ma bassi rendimenti, con altri si può guadagnare di più, ma ci si espone a rischi anche sostanziosi.

Tu che tipo di investitore sei? Ti interesserebbe uno strumento che ti consenta di investire anche in strumenti con rendimenti più redditizi, ma che allo stesso tempo metta al sicuro una parte del tuo capitale? Si può fare!

 

Francesca di Prato Assicura

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