Sebbene si possa correttamente dire che il rischio sismico interessi quasi interamente il territorio italiano, da nord a sud,  sappiamo anche che questo non si presenta in maniera perfettamente omogenea ovunque. Esistono, infatti aree maggiormente esposte, e aree che lo sono meno.

Gli esperti suddividono l’intero territorio nazionale in quattro zone di rischio, a seconda della loro posizione e storia sismica. In questo articolo vogliamo approfondire maggiormente quale sia la classificazione di rischio sismico a Prato e nell’area circostante.

Cos’è il terremoto

Anzitutto cerchiamo di chiarire bene di cosa stiamo parlando.

Il terremoto è un fenomeno naturale e imprevedibile, che potremmo definire come l’effetto delle tensioni generate dai movimenti delle placche tettoniche che si trovano al di sotto della crosta terrestre. Qui, infatti, le zolle fanno lentissimi e costanti spostamenti, causando in questo modo un continuo accumulo di energia.

È quando questa energia supera il punto critico di resistenza della crosta terrestre che avviene il terremoto, con una serie di onde sismiche che si avvertono più o meno intensamente in superficie.

Anche se i fenomeni sismici sono di per sé imprevedibili, esistono zone di minore o maggiore rischio sismico in base al loro posizionamento rispetto alle aree di contatto delle diverse zolle. L’Italia si trova al margine di convergenza tra due grosse placche: quella eurasiatica e quella africana, e per questo è considerata ad elevato rischio sismico.

La classificazione

Il rischio sismico calcola la probabilità del verificarsi di questo tipo di eventi in base alla posizione specifica di una determinata area, in relazione ai movimenti del suolo circostante, della loro intensità, e della storicità del territorio.

La sua classificazione utilizza una scala che va da 1 a 4, dove la zona 1 è quella di maggiore rischio, con una più alta probabilità di forti terremoti, e la  zona 4, quella in cui si riscontra una più bassa probabilità di eventi sismici.

Il rischio sismico in Toscana

La Toscana, come si vede dalla cartina disponibile sul sito della Regione, che puoi consultare cliccando qui , presenta 92 comuni classificati in zona 2 (rischio medio-alto), 164 comuni in zona 3 (rischio medio-basso) e 24 comuni classificati a rischio basso (zona 4).

il rischio sismico in Toscana
il rischio sismico in Toscana

Il rischio sismico a Prato

il rischio sismico a Prato
il rischio sismico a Prato

L’area della provincia di Prato ha alcune zone classificate come zona 2 e altre come zona 3.
Nello specifico Cantagallo, Montemurlo, Vaiano e Vernio si trovano in zona 2 (quindi con un rischio più alto) e Prato, Poggio a Caiano e Carmignano sono classificate in zona 3.

Quando parliamo di sisma, fare un discorso di confini e Comuni rischia di non avere troppo senso. Un terremoto non fa danni solo nell’esatto punto del suo epicentro, e una scossa non riguarda solo uno specifico comune, ma ovviamente ha rilevanza su aree anche molto ampie.

Per questo è importante notare che, oltre alle zone citate, e al di là dei confini provinciali, Prato è circondata da zone dall’attività sismica piuttosto intensa. In particolare la zona del Mugello, la zona dell’Appennino pistoiese e di Firenze sud.

Il discorso vale ancor di più se prendiamo in considerazione le caratteristiche del terreno della zona.

Il terreno della piana

Oltre alla storicità e alla probabilità degli eventi, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione riguardo alle scosse di terremoto nella nostra area, specialmente per quelle che provengono dalla zona di sud-est.

Prato, infatti, sorge su una piana alluvionale. Questa caratteristica è rilevante quando parliamo di terremoti perché il terreno alluvionale, rispetto ad un terreno roccioso, può amplificare ed esaltare l’intensità delle onde sismiche.
Per questo motivo una scossa in un terreno di origine alluvionale può provocare anche più danni sugli edifici.

La nostra città, quindi, si trova in una zona a rischio sismico medio/medio-alto in cui le particolari caratteristiche del terreno possono esaltare l’energia sismica.

Sarebbe interessante, a questo punto, fare una riflessione sugli edifici nei quali viviamo o lavoriamo, sui materiali con i quali sono costruiti, e sulla loro sicurezza in caso di scosse telluriche.

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